Rievocazione storica         "CAVATA   Delle  ZITELLE"

"VERDICCHIO IN VERSI"

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Comune San Paolo di Jesi  e Associazione Pro Loco

"......denaro contante, dia in dote ogni anno, in perpetuo ad una delle Zitelle più povere che saranno da maritarsi"

La tradizionale "Cavata delle Zitelle"  viene da molto lontano, addirittura dal 1702. In quell'anno  Don Anton-Jacopo Agabiti firmò il suo testamento, in cui ordinava ai posteri di conservare le rendite della parrocchia per le Zitelle del paese.  Il generoso lascito, però, non poteva essere elargito casualmente, bensì rispettando precisi canoni.    Il requisito più importante era senza alcun dubbio la povertà: in effetti l'intento del curato era proprio quello di dare la possibilità alle famiglie meno agiate di maritare almeno una figlia, cosa che diveniva alquanto facile nel momento in cui si possedeva una dote.  In secondo luogo venivano presi in esame i requisiti di onorabilità della giovane che doveva rientrare a casa prima dell'imbrunire e poteva parlare solo con uomini che fossero a lei parenti. Ancora oggi, dopo trecento anni, questa tradizione continua anche se in versione moderna.

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